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Norme contro la plastica monouso, risultati scarsi: cosa non funziona

Sono passati quattro anni dalla direttiva europea SUP che ha vietato la commercializzazione di alcuni prodotti in plastica monouso. Eppure, le ultime indagini rivelano che l’uso di questo materiale continua ad essere una delle cause dell’inquinamento ambientale.

Plastica monouso, qual è la situazione in Italia

In Italia l’uso della plastica monouso non è diminuito come promesso. Sulle spiagge e nei parchi continua a comparire sotto forma di tappi, buste, bottiglie e bicchieri: oggetti usati dalla maggior parte delle persone e lasciati a terra come se nulla fosse, nonostante la presenza dei cestini.

 

Secondo quanto emerso dall’indagine “Beach e Park litter” condotta da Legambiente, su 40.388 rifiuti raccolti e monitorati dal 2021 al 2024, in 10 spiagge e 10 parchi urbani della Penisola, l’80% è costituito da plastica tradizionale, nella forma di imballaggi e oggetti usa e getta.

 

“Con questo studio – commenta Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente – vogliamo riportare l’attenzione sul tema dei rifiuti dispersi nell’ambiente a partire da quelli in plastica tradizionale ma non solo. Si tratta perlopiù di rifiuti monouso che sono tra le cause primarie di littering. Come emerge dal nostro studio, l’inquinamento da littering continua a restare un’emergenza costante in Italia e una minaccia per biodiversità, ambiente ed ecosistemi, nonostante il recepimento della direttiva europea Sup. È importante che l’Italia si impegni per la riduzione dei rifiuti in plastica applicando la direttiva Sup ma anche colmando allo stesso tempo il vulnus normativo creato dalla mancata definizione del concetto stesso di ‘riutilizzabile’ nella direttiva Sup e nel decreto legislativo 196/2021 di recepimento”.

 

Cosa non funziona

È evidente che la norma sulla plastica monouso non funziona come dovrebbe. I fattori principali che causano questo gap sono probabilmente la scarsa azione coatta da parte delle autorità, la mancanza di un’educazione e sensibilizzazione del pubblico e l’insufficiente innovazione nel packaging e nei materiali alternativi.

 

È importante che le aziende siano incentivate a ridurre l’uso della plastica e a offrire prodotti più sostenibili. Allo stesso modo, i cittadini devono essere maggiormente coinvolti con attività o una formazione continua, sia nelle scuole sia nei luoghi di lavoro, affinché diventino più consapevoli e attenti alla tutela dell’ambiente.

 

Nuovi progetti

Rimini e Vasto in Abruzzo si sono uniti, fondando un progetto di “Alleanza di città e paesi d’Italia intorno al mare”, che punta diffondere campagne e finestre informative, coinvolgendo associazioni e cittadini per contrastare la plastica, diventata il nemico principale dei nostri lidi.

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