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Rifiuti, la Regione Lazio investe sugli impianti: 21,3 milioni di euro per ammodernamento e riciclo

La Regione Lazio mette sul tavolo 21,3 milioni di euro di fondi FESR per il potenziamento e la riconversione degli impianti pubblici di trattamento e riciclo dei rifiuti. È online il nuovo bando regionale che punta a rafforzare l’intera filiera, riducendo il ricorso alla discarica e rendendo strutturale la transizione verso l’economia circolare.

Il provvedimento si inserisce in una strategia più ampia della Giunta regionale, che nelle ultime settimane ha già destinato ulteriori 18 milioni di euro ai Comuni per il miglioramento della raccolta differenziata. Un doppio binario, a monte e a valle del ciclo dei rifiuti, che mira a superare l’approccio emergenziale e a intervenire sui nodi strutturali del sistema.

«Questo bando, insieme a quello sulla differenziata, è un segnale chiaro della volontà della Regione di rendere sempre più efficiente la gestione dei rifiuti», sottolinea l’assessore regionale Fabrizio Ghera, titolare delle deleghe a mobilità, tutela del territorio e ciclo dei rifiuti.

Gli interventi finanziabili sono orientati a obiettivi precisi: aumento della capacità di trattamento dei rifiuti riciclabili, miglioramento della qualità dei materiali recuperati, riduzione dell’impatto ambientale dei processi, innovazione tecnologica e rafforzamento del ruolo degli impianti pubblici come snodi centrali dell’economia circolare. In altre parole: meno rifiuti in discarica, più materia recuperata e più valore lungo la filiera.

Il bando è rivolto esclusivamente a soggetti pubblici: enti locali e società interamente partecipate dal pubblico che, alla data di presentazione della domanda, siano proprietari o gestori di impianti di trattamento e riciclo situati nel Lazio. Restano esclusi i centri di raccolta comunali e gli impianti di compostaggio di comunità.

Il contributo può coprire fino al 100% delle spese ammissibili, con un investimento minimo di 200 mila euro e un tetto massimo di 5 milioni di euro per ciascun intervento. Tra le spese finanziabili rientrano l’acquisto e l’installazione di macchinari di ultima generazione, il revamping delle linee esistenti, l’introduzione di tecnologie innovative – dall’intelligenza artificiale per il riconoscimento dei materiali alla robotica per la selezione automatizzata – oltre a sistemi avanzati di monitoraggio e controllo dei processi.

Un bando che, al di là delle cifre, segna un passaggio politico chiaro: la gestione dei rifiuti non come problema da tamponare, ma come infrastruttura industriale da modernizzare. E, nel Lazio, non è esattamente un dettaglio.


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