Crisi plastica: l’Unione Europea lancia l’ancora di salvataggio
I dati sono chiari: l’industria europea della plastica è in crisi. Secondo l’ultima analisi da parte di Plastics Recyclers Europe, l’organizzazione che rappresenta i riciclatori di plastica europei, tra gennaio e luglio 2025, la capacità di riciclo è diminuita drasticamente, confermando quanto avvenuto nel 2024 e nel 2023, quando hanno chiuso circa 40 impianti di riciclaggio, soprattutto nel Regno Unito e Paesi Bassi.
Per questo motivo, con l’arrivo del nuovo anno, la Commissione europea ha deciso di intervenire con un primo pacchetto di misure volte a salvare il settore. Una vera e propria riforma arriverà, invece, nel 2026.
Crisi plastica, perché il settore è in difficoltà?
Secondo quanto emerso dall’ultimo incontro tenutosi a Bruxelles, il mercato dei materiali riciclati è frammentato in quanto ogni stato applica regole diverse che rendono la situazione disomogenea. Inoltre, i costi dell’energia sono sempre più alti e il prezzo della plastica vergine cambia di volta in volta. Di conseguenza, cresce la concorrenza sleale da un paese all’altro, con alcuni di essi che esportano la plastica a basso costo.
I dati
Emerge un risultato preoccupante: il 5,5% di fatturato in meno tra il 2023 e 2024 con una diminuzione di lavoro dovuta a chiusure e fermi degli impianti.
La proposta della Commissione Europea
A fine 2025, la Commissione Europea propone un atto di esecuzione dell’UE che stabilisce criteri comuni per il settore della plastica, introducendo regole uniformi per tutti gli stati membri.
Ogni paese non deve considerare questo materiale come rifiuto; la plastica potrà circolare liberamente nel mercato europeo potrà sostituire quella vergine nei processi industriali. Si attendono aggiornamenti.
Questo atto è utile per evitare pratiche scorrette da parte degli stati, fornendo maggiore certezza agli investitori. Così sarà possibile avere più controlli e contrastare importazioni con la creazione di codici doganali separati per plastica vergine e riciclata.
Inoltre, aumentano le possibilità di realizzare progetti legati ad un’economia circolare con un maggiore sostegno da parte dell’Unione europea.
Insomma, la proposta della Commissione rappresenta un primo step verso un modello più sostenibile, un passo concreto volto a stabilizzare il settore del riciclo della plastica e a rafforzare l’azione dell’UE per quanto riguarda la gestione dei rifiuti.
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